Si parte venerdì pomeriggio dall’Isolde in direzione Lari, o meglio Usigliano, un paesino sperduto tra le colline pisane. Dopo varie peripezie la nostra carovana (solo due macchine, ma s’era carichi di roba) giunge alla Casa di Foresto, un villino di metà ottocento con stufe a legna e camino in cucina. L’accoglienza calorosa c’ha fatto subito sentire come a casa nostra e ci siamo messi a giocare nel salone con sottofondo musicale rock. Purtroppo (in realtà per fortuna) la tradizione di giocare a Uno il venerdì sera non è stata rispettata. La serata scivola via tranquilla anche se tra una bischerata e un’altra si finisce a letto quasi alle 2; ho scritto letto ma la situazione “letti” si merita qualche rigo di spiegazione. In pratica noi 7 avevamo una stanzina con doppio letto singolo: i letti sono stati uniti ma restavano piccoli quindi in 3 (io e la Jessi, poi s’è aggiunto il Novi) s’è dormito in terra previa coibentazione dal pavimento con coperta di lana e materassini da fitness, mentre gli altri 4 si sono presi il letto sdraiandosi dal lato corto. La temperatura fuori dai sacchiappelo era semipolare, ma dentro si stava da 10. Però sabato mattina mi sono alzato (e non svegliato perchè ho chiuso gl’occhi veramente poco) presto ammirando dalla finestrella del corridoio l’alba sulle colline che si erano tinte di rosso…un’immagine da quadro. In compagnia di un altro mattiniero come me s’è fatto colazione e abbiamo continuato a sgranocchiare qualcosa fino a che arrivava gente, scherzando sempre sul farci un caffè corretto con la Sambuca che ci tentava da sopra il frigorifero. Al fine della fiera ieri mattina abbiamo passato un’ora in giro per Usigliano scoprendo che è un posto piccolo e vecchio, ma non quel vecchio antico, ma quel vecchio da nonni, tipo inizio del ’900, un po’ inquietante. Il pranzo frugale non ci ha demoralizzato per le partite ad Uno che erano mancate la sera prima e per ricaricare le energie io e il Morandi (quello delle 3 colazioni della mattina) ce ne siamo saliti in camera, lui nel letto e io nella sedia a dondolo, ribattezzata sedia di “Clara, corri Clara, corri!”. Come nuovi si riscende per la merenda dato che dovevamo arrivare carichi per la nottata. La serata è un po’ decollata a stento, alcuni erano anche scettici sulla riuscita della festa, ma appena sono arrivati gli ultimi ritardatari si sono aperte le danze con musica appalla e mangiare a volontà. Dopo balli sfrenati*, tra una foto molesta alla Penny e una bicchiere di sangria qua e là, s’è fatto mezzanotte: i cori da stadio hanno scandito gli ultimi 10 secondi del 2011 e allo scoccare della mezzanotte una cascata di spumante ha docciato tutti i presenti alla festa. Io ho fatto lo shampoo al Novi (o Neve, che dir si voglia), la Jessi è stata presa in pieno da non so chi, il Morandi mi sa che mi inseguiva con la Sambuca…e poi di nuovo balli, dolci, foto, chiacchierate e così via…per fortuna durante la notte ho avuto chi mi ha accudito coprendomi con la sua coperta quando morivo di freddo…
Stamattina, puzzoso di vino, sono stato nuovamente il primo della casa a svegliarmi, ho fatto la doccia con tutta tranquillità, mi sono profumato e vestito. Quindi sono sceso giù in cucina per farmi un caffeino in compagnia e ho trovato con grande sorpresa uno che dormiva d’avanti al fuoco perchè in camera aveva freddo. Con il passare dei minuti sono arrivate un altro paio di persone, ci siamo preparati la colazione con calma, e dato che non ci mancava il tempo abbiamo pulito la cucina. La gente è arrivata molto dilungata nel tempo e il pranzo è diventato una colazione; io ho camminato per la campagna e alla mi’ ora mi sono fatto un paio di panini con i wurstel, senza Sambuca che ormai era finita.
Purtroppo il fine settimana stava volgendo al termine e tutti si salutavano con un po’ di malinconia o forse erano i postumi delle sbornie della nottata, non ho capito bene. Io ora sono lievemente stanchino quindi non criticate il lessico sconclusionato e la consecutio temporis venuta a caso. Dice il prossim’anno non s’arriverà nemmeno al 31 dicembre perchè 10 giorni prima finisce il mondo, per adesso mi basta di augurarvi (anche senza il “di”, dipende dalla formalità del discorso) il miglior futuro possibile ricco di felicità e spensieratezze.
PS: non ho foto mie, ma appena mi giungeranno ne posterò almeno un paio.
*Edit: ad un certo punto dei balli sfrenati, ho cercato di fare un’acrobazia spericolata sulla Jessi che c’ha rimesso un piede; so che per questo ne pagherò le conseguenze, o meglio, già da ora sto subendo la sua ira…